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Lettera aperta

Carissimi Amici e Amiche dell’Atletica Italiana,

alcuni giorni fa, rompendo gli indugi e accettando il ruolo di capitano della squadra “L’orgoglio del riscatto”, ho formalizzato la presentazione della candidatura a Presidente della Federazione. Una scelta condivisa, dettata dalla necessità di mettere fine alle illazioni delle ultime settimane: la favola secondo cui l’Atletica Italiana fosse unita nel sostenere l’attuale governance ed evitando così che ancora si continuassero a chiamare Presidenti Regionali e Società dicendo loro che vi era un candidato unico.

Sono onorato del compito affidatomi, sapendo bene l’onere e il lavoro che lo sottendono ma, insieme, sono certo che sapremo dare risposte adeguare per riposizionare la nostra disciplina nel ruolo che le appartiene.

Da oltre due anni, dopo la funesta assemblea straordinaria di modifica allo Statuto che ha fatto ben comprendere dove l’attuale governo volesse condurre la Federazione, con il gruppo di Dirigenti e Tecnici, sempre più ampio, che hanno dato origine al movimento “L’orgoglio del riscatto”, si è cominciata una riflessione sui punti deboli del modello organizzativo federale. Se non vi è dubbio che quello tecnico è balzato immediatamente in evidenza per la sua erronea progettazione e per avere tolto ogni competenza al Territorio, poi grottescamente accusato per i fallimenti del Centro, ben più profondi sono i danni arrecati in questi anni al nostro movimento.

Abbiamo redatto il Manifesto di intenti elaborato da un gruppo di persone di diversa provenienza che hanno a cuore la ripresa e il futuro della nostra Federazione. I punti enunciati nel Manifesto sono i titoli del programma della nostra squadra, alcuni sono stati da me enunciati nella conferenza stampa di Milano, altri ci aspettiamo che vengano acquisiti dalle Società e dai Comitati Regionali.

Vogliamo un programma costruito dal basso e non imposto dall’alto.
Sul sito è attiva una sezione per poter dialogare e raccogliere i suggerimenti ai punti di programma.

Sul piano tecnico, come esposto nella conferenza di Milano ed evidenziato nelle indicazioni di programma pubblicate sul sito, si punta a chiare e definite azioni tra Centro e Territorio.

Abbiamo il dovere di investire e rischiare su nuove generazioni di allenatori, certamente dal curriculum significativo, aperti a collaborazioni e scambi, ricettivi all’idea che lavorando in gruppo cresce il meglio del verbo tecnico al servizio di una disciplina sportiva. Esattamente la sfida coraggiosa e lungimirante che fu fatta molti anni fa. Nell’individuare le giuste persone, idonee a ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico e componenti la Struttura Tecnica, il Consiglio Federale acquisirà indicazioni dai Tecnici stessi e terrà conto dei curricula individuando profili in grado di unire e condurre l’attività tecnica centrale e territoriale. Non quindi scelte soggettive, declinate politicamente, ma condivise con chi opera tutti i giorni sul campo. Un autorevolezza nei ruoli che consenta ad un sistema di lavorare e ricostruire un movimento.

E’ nostra intenzione presentare tutta la Squadra per la prima decade di ottobre e definire con voi per quel periodo la stesura finale del programma. Sollecitiamo tutte le società a partecipare ai lavori assembleari per dare una risposta democratica a chi ha pensato di affidare l’elezione degli Organi Federali a pochi intimi.

Grazie di cuore.

Stefano Mei