Sabrina Fraccaroli - per Stefano Mei Presidente FIDAL

Fraccaroli: atleta, donna, dirigente, mamma, manager. Dalla parte dell’atletica di Mei, contro il vecchio maschilismo

24Ott

Sabrina Fraccaroli, già massimo dirigente Fidal a Milano, guarda al “ribaltone” di sabato che ha portato Giovanni “Gianni” Mauri, quotato speaker brianzolo, alla presidenza di FIDAL Lombardia come a “qualcosa che si percepiva da tempo: il cambiamento era cioè nell’aria”.

Responsabile budget, e dunque “controllora” di un’importante azienda che opera nel settore dei gas a livello mondiale, Sabrina Fraccaroli ha offerto a Stefano Mei, candidato alla Presidenza della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), supporto e collaborazione in virtù delle inconfutabili esperienze maturate in campo lavorativo e quale dirigente “periferico” di un Comitato provinciale di riferimento: cocktail di opportunità che rafforzano la squadra del campione d’Europa dei 10.000 mt.

Già atleta di buon livello con filotto 100-200-400 metri, già anima di “ABC progetto azzurri” e di altre iniziative di lignaggio, compresa la presidenza del Comitato provinciale Milanese, Sabrina Fraccaroli non disdegna di entrare nel merito delle priorità cui Fidal deve guardare con determinazione massima e che si specchiano nel manifesto di Stefano Mei fondato su:

  1. attenzione massima nei confronti delle Società di base: per i loro ragazzi, i loro tecnici, i loro programmi, la loro impiantistica;
  2.  valorizzazione dei talenti naturali anche nel percorso che porta verso le attività di élite, prevenendo i rischi di sperperare i patrimoni di ogni disciplina dell’atletica.

Sì, il cambiamento era nell’aria. Erano in molti ad essere stanchi di sentirsi dire ‘si fa così perché si è sempre fatto così’

rimarca Sabrina Fraccaroli. In un vocabolo, la “Signora dei Numeri” e dei progetti che arrivano a compimento, intende sottolineare la necessità di “discontinuità”.

Siamo in tanti dell’atletica e vicini all’atletica convinti che si debba agire in modo diverso e si possa far meglio che nel recente passato. Dunque: proviamoci! Sono rispettosa perché ho imparato molto dai dirigenti che mi hanno preceduto, che stimo e stimerò sempre: però facciamo entrare nuove leve, fresche e cariche di energia per cambiare passo

afferma con decisione Sabrina Fraccaroli. E a proposito di certi scivoloni di drammatica attualità sulla scarsa considerazione verso le donne in odore di dirigenza federale, Sabrina Fraccaroli sottolinea:

Non ritengo nel 2016 di dover rispondere e ”difendere” lo status di donna, moglie e mamma, di dirigente sportivo e lavorativo. Certo mi sono arrabbiata nel leggere quelle frasi…meglio tirare dritto e dimostrare che non è una questione di genere partecipare al governo di una federazione, ma di capacità.