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Stefano Mei gira l’Italia e tocca con mano le necessità “Rilanciare le società e valorizzare i talenti naturali”

21Ott

ROMA, 21 ottobre 2016

Stefano Mei, spezzino di nascita, romagnolo di adozione, ha lanciato la propria candidatura alla Presidenza della FIDAL – Federazione Italiana Di Atletica Leggera – lo scorso 7 settembre, vale a dire poco più di sei settimane fa. E ora, a tre week-end dall’appuntamento con la data (domenica 6 novembre) delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali, a due terzi del road-show in giro per l’Italia, il campione del mezzofondo consegna alcune riflessioni alla vasta platea dell’atletica.

  • Raccolte le adesioni delle società in numero di gran lunga superiore alle aspettative e alle necessità;
  • condivisi i progetti fondamentali con figure in rappresentanza dello sport, dell’imprenditoria, della finanza e della società in genere che vuole essere ottimista come me;
  • completata una grande squadra adatta al cambio di passo indispensabile all’atletica per ritrovare le proprie radici;

fatto tutto ciò – dichiara Stefano Mei – a tre settimane dall’appuntamento con le elezioni per cui ho posto la candidatura a Presidente, guardo al mio mondo con certezze più fondate che in passato”.

Stefano Mei sottolinea: “L’aver toccato con mano la realtà delle società di base che operano ad ogni latitudine del nostro Paese, mi convinco sempre più che il Progetto della Squadra Mei debba essere ancorato a:

  • attenzione massima alle società: ai loro ragazzi, ai loro tecnici, ai loro programmi, alla loro impiantistica. In una frase: alle loro esigenze tecniche ed economiche;
  • valorizzazione dei talenti naturali anche nel percorso che porta verso l’attività di élite, prevenendo i rischi di sperperare i patrimoni sbocciati in pista, in pedana e sulla strada”.

Stefano Mei conclude: “Questi sono i valori essenziali della mia atletica, che forze economiche di peso mondiale hanno sposato al fine di restituire all’atletica italiana il posto assegnatole dalla storia, dalle ambizioni e dall’orgoglio di rinascere. E ora: dalle parole ai fatti. In un mandato di quattro anni la situazione va ribaltata e nei successivi quattro si va alla ricerca di quei risultati cui eravamo abituati e che l’incapacità gestionale ha trasformato in ricordi troppo lontani nel tempo”.